Capitolo 9 – Pluridisabilità – Un intervento meno generico

Sommario:

a. Un intervento meno generico

Nella scuola i soggetti non vedenti pluriminorati ricevono spesso un’attenzione affettuosa e generica, che lascia trasparire una scarsa considerazione della loro realtà di alunni vale a dire di soggetti predisposti ad apprendere.
In questo modo viene squalificata la presenza scolastica di simili persone e, ciò che più conta, vengono disattese le loro esigenze di apprendimento e di sviluppo.
Al di là di una superficiale comunicazione socievole, ci accontentiamo spesso di lasciarli vivere in un loro mondo fantastico, ignorando o dimenticando il loro grande bisogno di contatto con la realtà.
In particolar modo ci dimentichiamo che si tratta soprattutto di persone non vedenti, che non possono per natura compensare la loro minorazione sensoriale con la vivacità della immaginazione.
Ciascun soggetto non vedente pluriminorato merita una attenzione scolastica prolungata, sia libera che sistematica, per comprendere le sue personali modalità di contatto con il mondo circostante.
Occorre capire molto bene in ciascun soggetto le personali modalità di segnalazione e di accostamento, gli aspetti simbolici delle sue stereotipie, gli oggetti del desiderio che muovono la sua disposizione a conoscere, i contenuti e fantastici delle sue paure.
Per fare questo occorre andare oltre i semplici schemi e le tipologie di intervento, focalizzando con precisione e cura la realtà soggettiva della persona non vedente pluridisabile.
In altre parole occorre, almeno per questo tipo di persone, un intervento scolastico e riabilitativo che scaturisca davvero all’interno di una relazione educativa, trovando nutrimento e conforto nell’orizzonte della vita reale così come viene vissuta, giorno dopo giorno.